Una mosca in un bicchiere di latte

Faizan, di anni 25, è nato nel Settembre del 1995 a Lahore, in Pakistan. Vive a Sassari da dieci anni e ne ha viste di ogni colore. Nel complesso la sua vita è scivolata veloce tra aerei, esperienze condivise con la famiglia e abitudini che ormai adesso lo contraddistinguono. All’età di cinque anni, infatti, ha affrontato il suo primo viaggio. La decisione di seguire il padre, lavoratore italiano, ha catapultato la sua famiglia in un posto forse troppo strano agli occhi del piccolo Faizan. Arrivati all’areoporto di Milano Malpensa, si chiedeva come mai la sua macchina non “ballasse” come era stato abituato dalle strade della sua cittadina. L’asilo, che lo aveva accolto fino a pochi giorni prima e che aveva visto le sue prime marachelle, ormai è un lontano ricordo. Le elementari tra Brescia e Napoli, Londra, Manchester, le medie e le superiori in Sardegna e i primi ricordi a sfondo xenofobo hanno costruito, tassello dopo tassello, il carattere di “Faizan uomo”. 

Il Pakistan

Culla della civiltà e precedente sede di culture antiche, il Pakistan è il quinto Stato più popoloso del mondo. La sua posizione geografica è delineata a est dall’India, a ovest dall’Afghanistan e con l’Iran e la Cina rispettivamente a sud-ovest e nord-est, a sud invece ha un importante sbocco sul Mar Arabico. Il territorio pakistano è stato antico germoglio delle prime civiltà in Asia meridionale e nel periodo medievale terreno fertile per la religione dell’Islam. Creatosi nel 1947 dalla dissoluzione del dominio britannico nel subcontinente indiano, il territorio, è stato conteso internamente dalla dinastia Moghul, di componente islamica, e dalla maggioranza induista. Il contrasto segnò duramente la popolazione durante gli anni della liberazione e al momento dell’indipendenza nacquero due nuovi stati: l’Unione indiana a maggioranza indù e il Pakistan a maggioranza musulmana. 

Il territorio come noi adesso lo conosciamo, è il risultato di lotte intestine che portarono alla nascita anche del Bangladesh, staccatosi a seguito della decisione nel 1948 di Jinnah, Muhammad Ali di istituire l’urdu lingua ufficiale. A seguito di vari colpi di stato, prima socialisti poi di stampo antisiovietico, il Pakistan è stato attore fondamentale e partner degli USA al di fuori della NATO per reprimere l’assistenza ai talebani afghani, autori dell’attacco terroristico dell’11 settembre 2001 a New York. 

Adesso è una Repubblica Islamica Parlamentare federale, Arif Alvi è il Presidente e Imran Khan è il Primo ministro.

Il Pakistan è un paese che nella vita di Faizan ha avuto una duplice importanza: le sue radici e la successiva estraneità, opposti che coesistono. Radici, quelle della sua famiglia, dei suoi cugini, zii e nonni e il paese in cui è nato e con cui condivide i tratti. Fino ai cinque anni, infatti, ha vissuto e frequentato l’asilo del paese in assoluta tranquillità e spensieratezza. 

Il mondo

Da buon barbaro, Faizan, ha girato il mondo in cerca di competenze che lo aiutassero a crescere. Non importava molto che fosse per esigenze lavorative sue o del padre, era pronto a conoscere in lungo e in largo le culture che in questa terra vivono insieme. Dall’Inghilterra all’Africa ha potuto scoprire usi e costumi di molti gruppi di persone. Di alcuni di essi ha potuto anche farne parte e ne ha condiviso amicizia e tranquillità. 

L’Italia

Per Faizan l’Italia rappresenta casa. 

Inizialmente ha studiato presso una scuola elementare a Gardone dal Trompia, in provincia di Brescia, dove ha coltivato le prime amicizie. Francesco, con cui ora non ha contatti, era il suo unico amico ed è stato lui che lo ha aiutato a integrarsi nel corso del primo anno. Le maestre, preoccupate, si chiedevano se avesse qualche problema a livello relazionale ma, come quasi tutti i bambini di quell’età, lui era solo molto timido e quasi temeva di parlare con gli altri suoi compagni, specialmente se bambine. In ogni caso gli anni passavano in fretta e della sua formazione Faizan era molto orgoglioso. Sembra ieri che il “Si” gli pareva strano pronunciarlo: aveva sempre associato la risposta affermativa con “Yes” e quella negativa con il “No” per via della sua base d’istruzione pakistana che dà ampio spazio allo studio della cultura inglese. Questa è stata la prima diversità affrontata che lo ha portato a pensare: “Che strana questa lingua!”. 

La sensazione comune che ha incontrato nel corso della sua vita e dei suoi viaggi, condivisa con i suoi numerosi gruppi di amici sparsi per il mondo, era quella di ritenere gli italiani fortemente xenofobi e razzisti. Percepiva così una sorta di repulsione per lo straniero da parte degli italiani, affinità non incontrata all’estero. Tuttavia, non ha incontrato nessun problema e nessuna discriminazione fino all’arrivo in Sardegna. Proprio qui ha avuto il suo primo scontro con un altro gruppo di adolescenti che non accettavano le sue origini. Per la prima volta si è sentito come una mosca dentro un bicchiere di latte.

In ogni caso è andato avanti per la sua strada e non si è lasciato abbattere. Ha studiato e ha iniziato a lavorare come consulente aziendale. Lavora tutt’ora e coltiva le sue passioni ma pensa alla cittadinanza italiana, argomento trattato nel podcast, che ancora non gli è stata riconosciuta.

Le conclusioni

In 25 anni Faizan ha potuto conoscere diverse culture e valutarle con spirito critico, ne ha visto i limiti, li ha accettati e ne ha tratto le sue conclusioni. Ha affrontato quello che la vita gli ha dato e non si è lasciato scoraggiare dalle mille sorprese. Durante il suo percorso ha incontrato svariate persone e con loro molteplici opinioni. 

“Niente dissipa i pregiudizi meglio del conoscere popolazioni dotate di usanze, leggi e opinioni diverse dalle nostre; una diversità che con poca fatica ci insegna a respingere tutto ciò in cui gli uomini si differenziano e a considerare come voce della natura tutto ciò in cui si assomigliano: le leggi primarie della natura sono infatti uguali in tutti i popoli. Non offendere nessuno, riconoscere a ciascuno quanto gli spetta”.

Così Ryszard Kapuscinski continua la sua riflessione nel saggio “L’altro”, base cardine della rubrica “Noi Barbari”, ed è proprio da qui che parte la base per cui i barbari siamo tutti, siamo noi che piano piano ci incontriamo e che alla fine facciamo parte della stessa e identica natura.

Di seguito il Podcast, a presto!

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