Da manager dei Kenze Neke a Bianca Dischi: Fabio Carta racconta la sua vita in musica

Una cosa che Fabio Carta non dirà mai – neanche in questa intervista – è che voleva fare il cantante. Ha fatto invece il promoter, il manager, il discografico e un pò di altre cose. Io però lo so, che voleva fare il cantante, perchè l’ho visto urlare e saltare sul palco, un giorno, che sembrava Zacharias Manuel de la Rocha di La Caletta. Son passati diversi anni, è vero, infatti io non vado più a vedere concerti a Bonnannaro d’estate e Fabio non canta più con gli Askra, non è mai stato il cantante dei Rage Against The Machine e non vive più a La Caletta, neanche a Siniscola, vive a Cagliari, da dieci anni.

Prima Kuntra, poi MIS, oggi Bianca Dischi. Festival musicali fatti e pensati, occhi e orecchie sempre attenti alle cose belle, centinaia di live organizzati negli anni. Fabio Carta ha 45 anni e quasi 30 li ha spesi in musica. “Non suono nessuno strumento”, ci racconta all’inizio dell’intervista per poi continuare sul come sia nata la voglia di lavorare dietro le quinte, come collaboratore dei Kenze Neke prima e come organizzatore di eventi poi, passando dal fare il manager a X Factor a una cattedra allo IED di Cagliari. Musica gestita, proposta, scoperta, prodotta: questo è quello che ha fatto Fabio in Sardegna e non solo.

Vivere di musica non è semplice, soprattutto se non hai la fortuna – o il talento – di Jovanotti. Se speri di poter vivere di musica puoi solo essere un creativo, un sognatore, un idealista, un esteta, un virtuoso. Se però vivi davvero di musica, se ci provi concretamente, allora sei semplicemente folle.

Il disco più bello che ho ascoltato quest’anno s’intitola “Toccaterra”. È un disco di Emma Nolde, il suo primo disco, un disco che mi ha fatto venire voglia di comprare il cavetto stereo per collegare Spotify al vecchio stereo della macchina. Emma Nolde l’ho conosciuta a Cagliari, al Poetto, lo scorso Settembre, c’era lo Stuoietta Festival: due giorni di concerti con artisti sardi e nazionali. Un evento piccolo ma coraggioso in un periodo in cui si riprendeva a organizzare concerti col profilo basso, cautamente, con la stessa paura che si ha di riprendere a camminare dopo che ci si è fratturati un ginocchio. Indovinate chi l’aveva pensato quel festival! Chi ci ha portato dentro, tra gli altri, Emma Nolde e Wrongonyou: due artisti giovani ma giganti, due facce diverse dell’indie italiano, l’indie che non è Calcutta prima della ribalta, l’indie che canta e suona cose fighe, gente che quando la senti suonare, se sei un musicista, ti ripeti per la milionesima volta che il talento è lì, è quello e non c’entra nient’altro.

Fabio ha portato in Sardegna gruppi mai visti prima che un anno dopo, in molti casi, iniziavano a fare il botto con qualche etichetta seria. Ha portato in Sardegna gente che scoprivi per caso sulle fanzine digitali o sulle riviste specializzate pensando: “E chi li vedrà mai dal vivo questi?”. Poi te li ritrovavi in qualche paese disperso dell’isola, poteva essere Lunamatrona, Milis o Simaxis, tanto per citarne qualcuno. I festival più belli che ho visto in Sardegna e anche quelli in cui ho suonato, visto che a differenza di Fabio io cantante lo sono – ci provo almeno – li ha organizzati lui.

Durante uno di questi festival si presentò con addosso una nuova t-shirt, era piena di scritte e solo dopo aver letto le prime righe notai che era una mia canzone, la sua preferita a quanto pare. Ricordo che provai una strana emozione. Era bello sapere che uno che ascolta tanta musica e che con la musica ci lavora, scegliesse di stamparsi addosso un mio testo, forse il più bello. Se ci stai leggendo Fabio – e immagino di si – volevo dirti che prima di farti le magliette con le canzoni degli altri, dovresti pensare di stamparne una anche per l’autore di turno o darmene una in cambio, fosse pure vecchia, fosse pure quella dei Lùnapop.

Gli impegni principali di Fabio Carta oggi si chiamano MIS Factory, Nois e Bianca Dischi. Tre realtà diverse che si occupano di mission differenti ma complementari, dalla produzione di contenuti video, alla comunicazione, all’organizzazione eventi, alla produzione discografica. Cagliari la sede operativa da cui partono idee e progetti, un socio di lunga data: Bobo Murru, con cui dividersi gioie e preoccupazioni. Scarda e Modigliani, due cantautori di area pop, le sue recenti scommesse, col primo a fare bei numeri sul web e a riempire live club in giro per l’Italia. L’abbiamo visto anche a Sassari, Scarda, qualche anno fa, in un’edizione del Festival Abbabula e si capiva che era bravo, che era una bella scommessa.  

Per lavorare con la musica devi amarla, devi ascoltarla, viverla durante la giornata. Solo se la vivi con tanta partecipazione puoi sperare di trovarci dentro il tuo spazio, solo se la vivi con tanta partecipazione puoi trasmettere entusiasmo agli altri. A me Fabio ha trasmesso entusiasmo sempre, mi ha fatto scoprire musica bellissima, mi ha aiutato a crescere attraverso il confronto con artisti più affermati e capaci, forse ha fatto sentire più capace e affermato anche me.

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